Oltre la zona di comfort: l’efficacia formativa dell’addestramento in condizioni meteorologiche avverse
Data:
25 Gennaio 2026
L’efficacia di un sistema di Protezione Civile non si misura esclusivamente nella disponibilità di attrezzature, ma nella capacità dei suoi operatori di agire in contesti di stress ambientale e psicofisico. Nella giornata di sabato 25 gennaio 2026, nonostante le condizioni meteorologiche sfavorevoli caratterizzate da frequenti rovesci di pioggia, un primo gruppo di operatori addetti all’uso delle motoseghe ha portato a termine un’importante attività addestrativa sul campo.
Sotto il profilo della psicologia dell’emergenza e delle neuroscienze applicate, svolgere un’esercitazione in condizioni sfavorevoli è fondamentale. Mentre un addestramento in condizioni di “comfort” permette di consolidare la tecnica motoria, è solo attraverso il confronto con il fango, la pioggia che emergono le reali criticità operative. Tali scenari obbligano l’operatore al problem solving immediato e alla gestione della fatica, riducendo lo scarto tra la simulazione e la realtà dell’intervento in emergenza.
L’attività svolta: sezionamento e ripristino viabilità
L’attività si è concentrata su uno scenario tipico di un quadro metereologico caratterizzato da una spiccata avversità: la caduta di una pianta ad alto fusto su una strada (in questo caso specifico una strada bianca), con conseguente interruzione del passaggio.
Gli operatori hanno effettuato operazioni di:
- Valutazione del rischio (D.Lgs 81/08): Analisi delle tensioni interne al tronco e delle condizioni di stabilità del terreno dovute alla pioggia.
- Sramatura: Pulizia sistematica dei rami per isolare il fusto principale.
- Sezionamento: Tagli mirati per ridurre il tronco in porzioni movimentabili, liberando l’area di passaggio.
Affrontare queste manovre su un terreno scivoloso e con DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) bagnati ha permesso di testare non solo la resistenza dei materiali, ma anche la fluidità della comunicazione interna tra gli operatori e il caposquadra, elemento cardine per la sicurezza sul lavoro e l’ordine operativo.
Prospettive future
L’analisi post-addestramento (debriefing) ha poi consentito di analizzare alcuni errori procedurali emersi, che ci aiuteranno a migliorare gli standard di sicurezza complessivi. Questo incontro rappresenta solo la prima tappa di un percorso strutturato: a breve seguirà una seconda sessione per gli altri membri del nucleo motoseghisti, al fine di garantire l’uniformità delle competenze e la continuità del percorso formativo intrapreso.
Il ruolo dell’operatore “motosega” nelle emergenze
L’operatore addetto alla motosega è una figura specialistica fondamentale, il cui impiego è spesso decisivo nelle prime ore successive a un evento calamitoso (trombe d’aria, forti nevicate, alluvioni).
I compiti principali includono:
- Ripristino della viabilità: Rimozione di alberi o rami che impediscono il passaggio dei mezzi di soccorso o che interrompono la viabilità stradale.
- Messa in sicurezza di aree pubbliche: Eliminazione di rami pericolanti o piante instabili che minacciano edifici o infrastrutture.
- Collaborazione interforze: Operare in sinergia con le autorità competenti (Corpo Forestale, Vigili del Fuoco) mantenendo elevati standard di sicurezza e coordinamento operativo.
Ogni operatore agisce nel rispetto dei protocolli di sicurezza, dotato di abilitazione tecnica e formazione specifica all’uso della motosega in contesti di emergenza, garantendo un supporto tecnico qualificato alla collettività.


Ultimo aggiornamento
25 Gennaio 2026, 14:31
PROTEZIONE CIVILE